Riflessioni introduttive Seminario estivo 2009

di Fabio Renzi Segretario generale Fondazione Symbola

Data : 23 - 24 luglio 2009
Fonte : Seminario Estivo 2009: Ricostruire il futuro, dalla crisi e dal terremoto le sfide della nuova Italia

Il 2009 sarà ricordato come l’anno della prima grande crisi globale del ventunesimo secolo. La più importante dopo quella del 1929 che segnò drammaticamente il Novecento. Allora il mondo ripiegò su se stesso, le economie si chiusero e la spirale dei protezionismi e dei nazionalismi preparò il terreno alla tragedia della guerra. Oggi la comunità internazionale è consapevole che per affrontare e superare questa crisi sono necessarie visioni generali e risposte globali. Dalla regolazione dei mercati finanziari alle misure di sostegno e di rilancio per l’economia, dalla lotta al cambiamento climatico a quella alla povertà e al sottosviluppo.
Sono alcuni dei temi discussi nell’ultimo G8 de L’Aquila, che ha confermato la capacità e l’affidabilità del nostro Paese nell’organizzazione di grandi eventi. Un importante successo di immagine per l’Italia e una straordinaria opportunità di promozione per l’Abruzzo. Ma soprattutto l’occasione per richiamare l’attenzione e la solidarietà della comunità internazionale per il dramma che lo ha colpito. E che farà ricordare il 2009 anche come l’anno del terribile terremoto de L’Aquila.
Una tragica coincidenza che ci pone davanti a una doppia sfida che, allo stesso tempo, è una metafora di quello che l’Italia deve fare per ricostruire il suo futuro.
Come gli altri paesi siamo chiamati a fronteggiare una crisi economica i cui effetti sul nostro sistema produttivo di imprese artigiane e medio-piccole, fortemente vocate all’export, e sull’occupazione potrebbero aggravarsi nei prossimi mesi. Allo stesso tempo siamo chiamati a superare l’esame di una ricostruzione impegnativa, tempestiva e lungimirante. Una prova difficile che richiede coesione sociale, sussidiarietà, visioni e progetti condivisi per poter chiamare a raccolta le forze, i saperi e i talenti d’ Abruzzo e d’Italia.
Per discutere e confrontarci su quali alleanze e strategie sviluppare per vincere la doppia sfida che abbiamo davanti abbiamo chiamato i rappresentanti delle principali realtà e organizzazioni nazionali, tra l’altro già impegnate con programmi e iniziative nella ricostruzione. L’Italia, come l’Abruzzo, ha bisogno di essere messa in rete, raccontata, rappresentata per quello che è, di riconoscersi in un progetto comune per essere più consapevole della propria forza, più orgogliosa e più sicura dei suoi mezzi e dei suoi talenti. E’ il senso del nostro Seminario estivo di quest’anno e della scelta di tenerlo qui a Guardiagrele - nello splendido scenario del Parco nazionale della Majella che vogliamo ringraziare per la collaborazione e il sostegno che ci ha voluto assicurare insieme ai Parchi del Gran Sasso e Monti della Laga e d’Abruzzo, Lazio e Molise – e a Chieti grazie all’amicizia e alla disponibilità dei Sindaci Palmerio e Ricci.
L’Abruzzo quindi come epicentro di una metafora che ci dice che l’Italia può vincere la doppia sfida che ha davanti se saprà cogliere nella forza delle sue qualità territoriali e nelle caratteristiche del suo sistema produttivo le radici di una scommessa sul futuro.
Siamo in una Regione che ha uno dei patrimoni più suggestivi e importanti in Europa di bellezze naturali e di paesaggi, di biodiversità e di tipicità, di testimonianze storiche, artistiche e culturali, di gastronomia e di enologia. Che può essere messo in valore come dimostrano le tante iniziative che in questi anni territori, imprese e associazioni hanno promosso. Come quella che con Legambiente vede protagonisti i tanti piccoli comuni di questa Regione, in molti dei quali i saperi e le abilità locali animano storie di imprese affermate e riconosciute in Italia e nel mondo sia nei settori più tradizionali che in quelli più innovativi. Come indica la stessa esperienza delle Città del Vino nell’accompagnare e sostenere la crescita qualitativa dell’enologia abruzzese. Per arrivare al sistema delle aree protette che, con i suoi 4 Parchi (3 nazionali e 1 regionale) e le tante Riserve Naturali, connota l’Abruzzo come la Regione Verde d’Europa e l’ha vista lanciare e coordinare il Progetto APE (Appennino Parco d’ Europa). L’enfasi con la quale il Presidente del Consiglio ha voluto ricordare all’Italia e al mondo che l’Abruzzo è terra di Parchi conferma il loro ruolo esponenziale, la loro forza comunicativa nel rappresentare le qualità territoriali. Per chi negli anni si è impegnato per la loro istituzione è l’ulteriore riconoscimento di aver visto nella giusta direzione. Ed è la conferma che i Parchi sono un potenziale, formidabile strumento di proiezione internazionale per i territori, oltreché di sviluppo locale. Aspetto particolarmente importante se pensiamo che ancora oggi l’80% del turismo abruzzese è nazionale.
Ma la forza di questo patrimonio di qualità territoriali risiede soprattutto nei tanti talenti che negli anni si sono affermati nella ristorazione, nell’industria agroalimentare così come nelle produzioni tipiche e

locali e particolarmente nel vino, nel turismo legato a nuove e diversificate forme di ospitalità come nell’esperienza di Sextantio, nelle produzioni e nei servizi culturali, in un’editoria che si è fatta conoscere facendo conoscere la Regione, di cui Carsa è il principale esempio.
Uno dei talenti più straordinari è stato quello di Gianni Masciarelli. Un vero ambasciatore dell’Abruzzo nel mondo con la sua personalità, le sue visioni e le sue intuizioni, i suoi vini e la sua idea di viticoltura.
Questo Seminario è un’occasione importante per ricordarlo a un anno dalla sua improvvisa scomparsa avvenuta il 31 luglio del 2008. Vogliamo ringraziare Marina Cvetic, moglie e compagna nella vita e nel lavoro di Gianni, instancabile conduttrice dell’Azienda Masciarelli e presidente della Fondazione a lui dedicata, per l’amicizia, il sostegno e la collaborazione all’organizzazione del nostro appuntamento estivo. Chi ha conosciuto Gianni, uno dei più motivati promotori e sostenitori di Symbola, sa quanto amava il suo Abruzzo e quanto fosse legato alla sua terra e alle sue genti. Come, proprio per questo, fosse un leader territoriale e uno dei più apprezzati e ascoltati protagonisti di una delle scene più impegnative a livello internazionale come quella del vino. La sua vicenda umana e imprenditoriale è un tracciante per chi vuole avere un’idea proiettiva del patrimonio di qualità territoriali di cui il Paese dispone e insegna che la fiducia nel futuro è possibile solo se si ha il coraggio del cambiamento.
Come quello che la green economy propone alle nostre economie e che può essere per il XXI secolo quello che l’elettrificazione, l’automobile e la rivoluzione informatica sono stati per il Novecento. Un esempio eclatante è quello dell’industria automobilistica che davanti a una crisi epocale del settore deve riposizionarsi a partire dagli scenari, dai vincoli ma anche dalle inedite potenzialità della green economy. Come spiegarsi altrimenti quello che fino a qualche anno fa nessuno avrebbe immaginato possibile e cioè l’accordo tra Fiat e Chrysler? Un matrimonio voluto da Obama che non solo è il principale alleato dell’ Europa nella lotta al cambiamento climatico ma vuole che gli Stati Uniti ne assumano la leadership. Ma forse a ben guardare quella della Fiat è una storia meno isolata, seppur speciale per evidenti ragioni, nel panorama industriale e più in generale economico del Paese.
Nel corso di questi anni l’Italia si è rafforzata in molti settori puntando sulla qualità, producendo quella innovazione che fa dire ad autorevoli osservatori che le nostre aziende sono già nel cuore della green economy. Alcune saranno protagoniste del nostro Seminario come l’abruzzese Tecnomatic, partner tecnologico delle maggiori multinazionali operanti nel settore automotive e nello sviluppo dei sistemi ibridi. Le marchigiane Faam, leader mondiale nei veicoli elettrici, e Sistemi 2000 con il progetto “Petrolio 0”, il primo gruppo al mondo a progettare e realizzare strutture per la grande distribuzione organizzata esclusivamente con materiale riciclato. L’umbra Archimede Solar Energy con la sua tecnologia d’avanguardia per impianti solari termodinamici a sali fusi che è oggi l’industrializzazione più avanzata del brevetto di Carlo Rubbia. Come Ama Group, uno dei più grandi e prestigiosi studi di architettura a livello internazionale leader nella progettazione delle grandi fabbriche dei giganti della microelettronica.
Sono solo alcune delle esperienze di punta di una green economy italiana che trova ancora una volta nelle caratteristiche del nostro modello produttivo, fortemente territorializzato e plurispecialistico, le migliori condizioni per crescere e diffondersi.
Anche in Abruzzo con imprese come la Innova Tecnology Solutions che ha sviluppato sistemi avanzati di rilevamento tridimensionale delle città e dei territori o la Vision Device che ha brevettato un sistema di visione artificiale che la stessa Ferrari utilizza per il controllo dei componenti delle macchine della Formula 1, per arrivare alla G&A Engineering azienda leader nella microelettronica per impiego spaziale che sta sviluppando un sistema wireless avanzato per comunicazioni tra satelliti.
Un panorama di esperienze diffuse su tutto il territorio nazionale nel quale ci fa piacere segnalare il progetto di Casa a 100.000 euro e la sua evoluzione con l’implementazione del sistema Off Grid, promosso da Symbola e nato dalla collaborazione di due tra le realtà più attive della Fondazione come Mario Cucinella Architects e La Fabbrica del Sole.
Modelli di impresa che continuano a crescere, e forse ancor di più, nonostante la crisi.
Si conferma così quanto per il nostro Paese sia conveniente un forte investimento sulle frontiere della conoscenza, nei settori più attivi e creativi, dall’innovazione tecnologica al risparmio energetico, alle fonti

rinnovabili. Un’attitudine all’innovazione che è emersa anche dalla ricerca “ITALIA - Geografie del nuovo made in Italy”, elaborata da Symbola e dalla Fondazione Edison e presentata da Ermete Realacci e da Marco Fortis, in occasione della seconda edizione de La Campionaria delle Qualità Italiane, tenutasi il maggio scorso a Milano. Per indagare ulteriormente la forza e le potenzialità della green economy italiana Symbola e Fondazione Farefuturo hanno definito un accordo di collaborazione che riguarderà anche altri temi come la difesa dei prodotti italiani e il contrasto alla contraffazione e al dumping sociale e ambientale.
E’ in corso di elaborazione il Rapporto 2009 del PIQ (Prodotto Interno Qualità), strumento di interpretazione e di calcolo del contributo delle produzioni e dei servizi di qualità all’ economia nazionale, con il coordinamento scientifico del Prof Luigi Campiglio (Prorettore Vicario della Università Cattolica di Milano) con la collaborazione di Livio Barnabò (Presidente Pe-Group), entrambi membri del nostro Comitato scientifico e che vede Unioncamere, quale principale partner e sostenitore del progetto.
Un impegno, quello di Symbola, sui temi della qualità italiana che nasce dalla convinzione e dalla constatazione che questa è la carta più forte e competitiva che il nostro Paese possa esibire nel mondo.
E’ grazie alla qualità se negli ultimi anni, come dimostrano i dati del nostro export prima della crisi, abbiamo vinto sfide da troppi ritenute impossibili.
Ancora una volta siamo chiamati a dare il meglio in un momento difficile e, come in altre occasioni, possiamo dare buona prova di noi. Possiamo vincere la nostra scommessa sul futuro. Possiamo vincere la doppia sfida che l’Italia e l’ Abruzzo hanno davanti.
 

<< Precedente Successivo >>